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Marietta olim Galla

RECENSIONI

Il Gazzettino di Venezia – Friuli  – Mercoledì, 6 Marzo 2002

Un’ANTIGONE del Friuli

Due insegnanti di Palmanova esordiscono con un libro autentico e difficile di Silvia Savi

Il fiume della Storia trascina e sommerge  le piccole storie individuali, l’onda dell’oblìo le cancella dalla memoria del mondo; scrivere significa anche camminare lungo il fiume, risalire la corrente, ripescare esistenze naufragate, ritrovare relitti impigliati sulle rive e imbarcarli su una precaria Arca di Noè di carta. (Claudio Magris)

Sull’arca letteraria ha trovato salvezza anche la storia di Galla Capriles, giovane ebrea friulana che trascorse i primi vent’anni della sua vita, dal 1615 al 1635, tra il villaggio di Chiavris, alle porte di Udine, e l’erigenda fortezza veneziana di Palma.  Qui, improvvisa come la scoccata di una freccia al cuore, Galla Capriles, figlia del banchiere Jacob, nella notte del 16 maggio 1635 prende la decisione che cambierà il corso della sua vita e della sua anima: abbracciare la fede del suo amato Michele Bertoco, lasciare la sua “nazione ebraica” per entrare nella comunità dei seguaci del Nazareno e continuare una nuova vita a Venezia, con il nome cristiano di Marietta. Affrontare lo scandalo, affrontare l’autorità paterna, affrontare la sfida della coerenza e del senso di colpa diventano il primo passo di un percorso interiore verso una nuova identità, sempre al confine tra due mondi, due fedi, due culture.

Il percorso viene ricostruito giocando sull’intreccio tra storia e fiction in Marietta olim Galla, romanzo scritto da Daniela Galeazzi e Maria Renata Sasso, entrambe insegnanti di Palmanova al loro esordio narrativo. La riscoperta della storia di Galla si deve al ritrovamento di alcuni documenti del XVII secolo, conservati presso la ex Casa dei Catecumeni a Venezia e pubblicati nel 1992 per la collana Appunti di storia – edita dal Circolo comunale di cultura di Palmanova – a cura del professor Pier Cesare Ioly Zorattini, ordinario di storia delle religioni presso la facoltà di Lingue e Letterature Straniere dell’Università di Udine. Da allora le due autrici, che del sodalizio palmarino sono attive protagoniste, hanno proseguito le ricerche per alcuni anni, recuperando la gran parte della documentazione relativa a Marietta olim Galla presso gli Archivi degli Istituti di ricovero e di educazione di Venezia. Una mole di materiale molto consistente, da cui è emersa gran parte della vicenda personale di Galla e della sua conversione, in particolare gli atti del processo che la videro scontrarsi aspramente con il padre per la conquista della dote nuziale che egli le aveva negato ……………… in una continua intersezione tra storia e fantasia narrativa riemerge la figura di una giovane donna coraggiosa e sovversiva, in conflitto con se stessa e con il proprio tempo, un 1600 in cui gli unici scontri conosciuti in terra friulana sono quelli tra genti locali e sempre nuovi conquistatori, tra la Serenissima repubblica veneta e l’Impero austriaco, tra ebrei e cristiani alla perenne ricerca si una convivenza disinteressatamente pacifica. …..E’ dalla composizione delle tessere di questo mosaico a chiaro-scuri, che risalta la figura femminile della protagonista, sempre soggetta però a continui mutamenti dovuti alle interferenze di prospettive esterne, punti di vista che a tratti sono delle autrici, a tratti del lettore che si immerge in questa storia. Ne risulta una frammentazione dell’io, di freudiana memoria, che si rispecchia nella costruzione della struttura del romanzo: ogni capitolo esprime un punto di vista diverso, un cambiamento nella personalità di Galla sottolineato anche dal mutamento dei luoghi. Tra un capitolo e l’altro la sospensione narrativa nel tempo della vicenda, enfatizza l’evoluzione di Galla, il suo incedere sicuro smorzato a tratti dal dubbio, dall’inquietudine di sé. In una prosa classica si inseriscono contaminazioni linguistiche che scandiscono il ritmo della lettura e che allo stesso tempo rievocano la continuità tra passato e presente: una trama di lingue – il friulano, il veneto, l’italiano seicentesco, l’ebraico – quale esterna percezione di un profondo annodarsi di culture e genti che è la “cifra” del Friuli di oggi come di quello di allora. ……….

 

Messaggero Veneto di Udine – 6 marzo 2002

Sarà presentato venerdì dalle autrici Daniela Galeazzi e Maria Renata Sasso
La Fortezza del ’600 in un romanzo
La figlia di un banchiere ebreo si innamora di un giovane cristiano; il loro non è certo un amore ben visto dal padre della fanciulla e così Galla Capriles decide di fuggire di casa portando con sé alcuni dei beni di famiglia a titolo di dote. Da questo fatto, realmente accaduto nella Palmanova del 1635, prende le mosse il romanzo di Daniela Galeazzi e Maria Renata Sasso. Le autrici, conosciute nella città stellata per il loro impegno nel locale associazionismo culturale, hanno voluto trasformare in un’opera letteraria questa vicenda che tanto scalpore fece nella fortezza veneziana di allora.
Nel racconto la realtà documentata (e fedelmente riportata) si intreccia alla finzione narrativa. Scenari, personaggi, sfondo storico e ambientale sono tutti accuratamente ricostruiti sulla base di studi e documenti, mentre sono lasciati al gioco dell’immaginazione la psicologia dei protagonisti, le reazioni personali, i percorsi di crescita individuale, il finale della vicenda.
La storia di Galla prende forma, capitolo dopo capitolo, attraverso i giudizi delle persone che la conobbero. Ma non si tratta semplicemente di personaggi inventati, perché la loro esistenza e i rapporti con la protagonista sono tutti storicamente documentati. L’aderenza ai fatti e all’ambiente è resa anche attraverso l’utilizzo di dialetti e linguaggi diversi, in una commistione linguistica che rende ancor più “vera” la narrazione.
Daniela Galeazzi e Maria Renata Sasso hanno preso le mosse dal documento (già pubblicato dal professor Pier Cesare Ioly Zorattini, docente di storia delle religioni alla facoltà di lingue e letterature straniere di Udine), approfondendo poi la vicenda della giovane ebrea e della sua famiglia attraverso un’accurata ricerca d’archivio.
Il libro “Marietta olim Galla” verrà presentato, venerdì 8, alle 20,30, in Municipio, da Saveria Chemotti, docente di letteratura italiana moderna e contemporanea all’Università di Padova. Una curiosità: la presentazione dell’opera si tiene proprio nel palazzo dove la protagonista fu trascinata (dal duomo dove aveva cercato rifugio) dopo la fuga da casa e la conseguente denuncia da parte del padre. (Monica Del Mondo)

Il Piccolo di Trieste– 6 marzo 2002

Il libro di Daniela Galeazzi e Maria Renata Sasso.

Tra documenti e fantasia nasce il primo romanzo ambientato a Palma nel 1635
Nasce da un documento storico il romanzo «Marietta olim Galla» ambientato nella città di Palma nel 1635. L’opera di Daniela Galeazzi e Maria Renata Sasso è un sapiente intreccio tra realtà documentata e immaginazione narrativa; descrive con precisione lo sfondo storico su cui si muovono i personaggi: un Friuli misero e contadino rappresentato dal piccolo villaggio di Chiavris e dai borghi rurali sconvolti dalla costruzione dell’imprendibile fortezza di Palma. Un Friuli «veneziano» descritto attraverso le vicende quotidianamente vissute dalla gente di Palmanova ed una Venezia indaffarata e barocca, intenta a nascondere la propria debolezza sotto un ostentato sfarzo e un rigido controllo dei suoi sudditi.
Dopo tanti testi storici sulla città stellata, ecco un romanzo che le autrici hanno saputo con maestria elaborare unendo appunto storia e fantasia. «Marietta olim Galla» narra le vicende della figlia di un banchiere ebreo che fugge dalla casa paterna. È il 16 marzo 1635 e la ragazza porta con sè parte dei beni di famiglia, quale garanzia della dote negatale dal padre. Inevitabilmente scoppia lo scandalo nella fortezza di Palma: una giovane donna ha osato sfidare l’autorità paterna, tradire la comunità d’origine per sposare un cristiano. Per Galla Capriles inizia la faticosa ricerca di un’identità attraverso un percorso individuale contrassegnato dalle contraddizioni, in bilico tra due mondi, due culture, due fedi. Amore, odio, compassione e disprezzo sono i sentimenti più forti che delineano la personalità di una donna realmente vissuta e che ha saputo andare contro le imposizioni dell’epoca dove la volontà femminile era per lo più ignorata.
Daniela Galeazzi e Maria Renata Sasso, rispettivamente presidentessa e vice del Circolo di cultura «Trevisan», sono profonde conoscitrici della storia di Palmanova. Collaborano alla realizzazione dei testi «Appunti di storia» e alla pubblicazione di «Terza pagina», periodico di cultura della Fortezza e delle realtà architettoniche del territorio. Hanno scritto la biografia del poeta friulano Pietro Bonini in «Eventi letterari in Palma» e hanno curato la stesura di altri testi su Palmanova. Con «Italia Nostra», hanno promosso l’operazione «Per Palmanova: Rinascimento di una città ideale», progetto volto al recupero delle fortificazioni. (Alfredo Moretti)

 

Terza Pagina di Palmanova – settembre 2002

UNA DONNA IN MOVIMENTO di Giuseppina Minchella

*-A Marietta olim Galla , Cleup – Padova di Daniela Galeazzi e Maria Renata Sasso è dedicata questa pagina del giornale. Un’attenzione particolare il Circolo Comunale di Cultura “Nicolò Trevisan”vuole dare  a quest’opera e non solo per l’affetto e la stima nei confronti delle autrici che da molti anni svolgono un prezioso ruolo nella nostra Associazione, ma per l’arte e il modo in cui è stato elaborato il ricco materiale documentario che ne ha permesso la nascita. Non ci troviamo di fronte ad un saggio di ricerca storica; questa è un’opera che a pieno titolo si inserisce nel panorama letterario: Marietta olim Galla è un romanzo che racconta la storia di Galla Capriles, giovane ebrea che nel XVII secolo osa sfidare l’autorità paterna, abbandonare la propria comunità d’origine per convertirsi al cristianesimo e sposare il proprio innamorato.

Marietta olim Galla è dunque un romanzo storico, ma non è certamente il gusto dell’evasione nel tempo e nello spazio ad animare quest’opera ,sono l’obiettività minuziosa della restituzione, i documenti scrupolosamente studiati , la volontà di interrogare il passato piuttosto che descriverlo a dar espressione  ad archetipi rappresentativi di un’epoca storica,  di una razza, di una religione; a dar vita ad ambienti che sanno svelare la fisionomia dei personaggi prima che questi compaiano, a rendere sensibili presenze collettive ed individualità.

Vorrei  qui tralasciare la singolare vicenda dell’emblematico personaggio femminile, proprio per portare l’attenzione su aspetti costitutivi del romanzo, quali la sua singolare lucida struttura e  il patto implicito che essa presuppone con il lettore .

La vicenda è costruita attraverso un tessuto di punti di vista che collocano gli eventi nell’interiorità dei diversi personaggi : il lettore vede la protagonista attraverso le riflessioni che questi compiono; sono necessarie le loro considerazioni perché Galla riesca ad esprimere se stessa. Eppure questa molteplicità di sguardi supera la divisione per raggiungere l’unità: ci restituisce nella sua pienezza la sorprendente complessa personalità di una donna fuori dall’ordinario, il suo conflitto di identità, il suo rifiuto dei dogmatismi, una donna in movimento, come l’ ha splendidamente definita  Saveria Chemotti, docente di letteratura italiana moderna e contemporanea all’Università di Padova. La  molteplicità di sguardi  non sfasa il racconto; i punti di vista che non indeboliscono la tensione nella progressione della trama ma permettono una prospettiva della scrittura che domina la dimensione temporale e un rapporto tra l’autore e il personaggio che esprime la problematicità, la frantumazione dell’io che caratterizzano la grande narrativa contemporanea.Un “ismo strutturale”che permette una verticalità della memoria, quale l’irruzione del passato nel monologo finale di Galla, che misura lucidamente la distanza dal punto di partenza e l’estensione del cammino percorso.

Questa struttura narrativa volutamente e provocatoriamente vuole stimolare il lettore, gli richiede di abbandonare ogni pigrizia mentale per una lettura operativa, vigilante, creativa; sollecita una cooperazione, per cui leggere non significa soltanto ricevere “un mondo”, ma compiere un lavoro di riflessione e di interpretazione: richiede l’intervento “malizioso” del lettore, lo fa coscientemente diventare, richiamando la famosa espressione di Umberto Eco, lector in fabula.

La storia di Galla, fusione squisita tra storia ed invenzione, ci è svelata con una sapiente tecnica narrativa, fatta di

un linguaggio concretamente calato nella situazione storica e ambientale, di una ininterrotta cura del bello scrivere, di una precisa ricerca  del dettaglio, di una sottile atmosfera d’analisi, di un uso del dialogo e del monologo interiore capaci di far progredire il racconto dall’interno, di manifestare  l’inquietudine e la tensione che sottendono tutta la narrazione, di farci cogliere il rapporto che hanno le autrici  con la protagonista .Una frase di Margherite Yourcenar ci può aiutare: “Un piede nell’erudizione, l’altro nella magia, o più esattamente, e senza metafora, in quella magia simpatica che consiste nel trasportarsi col pensiero all’interno di qualcuno.”

Le più vive congratulazioni alle autrici!

 

Il romanzo “Marietta olim Galla”è stato segnalato nell’edizione del 2004 del Premio Caterina Percoto di Manzano (UD)

cfr. http://www.natisone.it/Gnovis/archivio/nuove2009/nuove103.htm            

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